Come possiamo parlare di inclusione, gestione dei conflitti e accettazione dell’altro ai bambini di 7 anni senza cadere nel moralismo?
La risposta sta negli albi illustrati e nella pedagogia maieutica: anziché spiegare cosa è “giusto” o “sbagliato”, mettiamo i bambini al centro attraverso domande aperte, riflessioni di gruppo ed esperienze pratiche.
Oggi vi condivido un’unità didattica in 4 fasi sperimentata in classe seconda, costruita attorno a due capolavori di Beatrice Alemagna: Nel paese delle pulcette e I cinque malfatti.
Gli ingredienti del percorso
- Destinatari: classe seconda (Scuola Primaria)
- Durata: variabile (4 o 5 ore)
- Libri guida: Nel paese delle pulcette e I cinque malfatti (di Beatrice Alemagna)
- Focus pedagogico: empatia, valorizzazione delle differenze, gestione maieutica del conflitto (ispirata al metodo di Daniele Novara).
Le 4 Fasi Operative
1. La scoperta della diversità (Nel paese delle pulcette)
- Attività: dopo la lettura animata dell’albo, apriamo un circle time guidato dalla domanda: “Cosa succederebbe se nel nostro giardino ci fossero soltanto fiori dello stesso identico colore?”.
- Laboratorio: ciascun bambino crea la propria “pulcetta speciale” utilizzando sagome di carta e materiali di recupero differenti (stoffe, lana, bottoni). Vengono riportate dai bambini stessi le proprie caratteristiche (passioni, inclinazioni, desideri…) e i propri difetti. Tutte le pulcette malfatte vengono raccolte in un cartellone. Vi mostro il nostro:

2. Dal “difetto” alla risorsa (I cinque malfatti)
- Attività: analizziamo i cinque personaggi (il Forato, il Piegato, il Molle, il Capovolto, lo Sbagliato) e stimoliamo il ragionamento: “Il Capovolto vede il mondo al contrario… Quando può esserci utile qualcuno che guarda le cose da un’altra prospettiva?”.
- Laboratorio: a piccoli gruppi, i bambini mettono in scena brevi drammatizzazioni in cui il “difetto” del loro personaggio diventa la chiave per risolvere un problema concreto che il “Perfetto” non sa affrontare.
3. La gestione maieutica del conflitto
- Allestimento: creiamo in classe l’angolo del confronto (due sedie una di fronte all’altra e il Termometro delle Emozioni per misurare il livello di rabbia da 1 a 5).
- I 4 passaggi per litigare bene:
- Pausa e misura della rabbia sul termometro.
- Ascolto attivo partendo da “Io mi sono sentito…” anziché accusare.
- Riformulazione: l’altro ripete ciò che ha ascoltato (“Ho capito che ti sei arrabbiato perché…”).
- Accordo: insieme si trova una soluzione condivisa.
4. Rielaborazione finale: l’albo della classe
- Prodotto finale: gli alunni realizzano le pagine dell’albo della classe. Ciascuno disegna e descrive un proprio “superpotere imperfetto” (es. la timidezza che fa ascoltare gli altri, il disordine che fa nascere nuove idee). Il lavoro viene poi rilegato per creare il libro ufficiale della classe. A coppie ciascuno espone il proprio lavoro all’altro. Suggerimento: mettiamo insieme i bambini che spesso litigano!
💡 Consiglio pratico per la gestione in aula
Lasciate che siano i bambini a scoprire il valore delle proprie e altrui diversità. Evitate di anticipare la “morale” della storia: le domande maieutiche faranno emergere riflessioni sorprendenti ed estremamente spontanee.
E voi come affrontate il tema dell’accettazione e della gestione dei conflitti in classe? Fatemelo sapere nei commenti!



